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Lo stemma del comune di Cureggio

DESCRIZIONE
Di rosso, al cavallo inalberato allegro d'argento, accompagnato in capo da un'aquila dal volo spiegato di nero. Lo scudo è fregiato di ornamenti da Comune.

SIMBOLOGIA
Il rosso simboleggia amore di Dio e del prossimo, spargimento di sangue in guerra, audacia, valore e fortezza.
Il "cavallino rampante" trae origine dalla falsa etimologia "Equiregium" (allevamento regio di cavalli) ed è emblema di magnanimità e di vittoria; l'argento è simbolo della concordia, della gentilezza e, fin da antichi tempi, di integrità dei costumi.
La dominazione romana di Cureggio è rappresentata dall'aquila dell'impero, la vera e principale insegna di Roma, simbolo dell'onestà e della vittoria della forza e del potere sovrano.

MOTTO
"Aequitate regatur" (= "si governi con equità").

ORIGINE DEL NOME
Cureggio deriva il suo nome da Quiregium (curia regia, curtis regia) e non, come comunemente si crede, da Equiregium (zona di allevamento di cavalli del Fisco e del re). Il primo a "inventarsi" Equiregium in luogo di Quiregium o Quirezium fu il vescovo e storico Carlo Bascapè (1593-1615) nella sua opera Novaria Sacra (1612). Dopo di lui tutti gli eruditi incorsero nella stessa ripetizione: in nessuna delle oltre cento pergamene medievali riguardanti questo paese compare Equiregium (equus = cavallo), ma sempre Quiregium o corruzioni della medesima parola. Il nome è comunque di origine medievale, quando Cureggio fu centro principale di una vasta zona di possedimenti fiscali, una "corte regia", appunto.

DENOMINAZIONE DEGLI ABITANTI
Cureggesi.